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43 risultati trovati con una ricerca vuota

  • La Giornata nazionale per ricordare l'Arandora Star è legge

    Il Comites di Manchester saluta con favore l’approvazione definitiva da parte del Senato della Repubblica Italiana della legge "Istituzione della Giornata nazionale in memoria di 446 italiani internati e deportati dal Regno Unito per causa di guerra, periti nel naufragio del piroscafo britannico Arandora Star, silurato da un’unità della Marina tedesca nell’Oceano Atlantico il 2 luglio 1940". La nave, salpata da Liverpool e diretta in Canada, fu affondata il 2 luglio 1940 da un siluro lanciato da un sommergibile tedesco nell’Oceano Atlantico. Nella tragedia persero la vita più di ottocento persone, tra cui 446 italiani. Molti di loro vivevano nel Regno Unito da decenni ed erano pienamente integrati nella società locale, ma, dopo l’ingresso dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, furono classificati dal governo britannico come “enemy aliens”, arrestati e internati. La data scelta per la Giornata nazionale è l’11 ottobre, data in cui l'ultimo sopravvissuto al disastro, Rando Bertoia di Glasgow, è mancato nel 2013. È prevista l’osservanza di un minuto di silenzio, insieme alla promozione di cerimonie, incontri e iniziative di informazione. Insieme alla Manchester Italian Association siamo al lavoro per realizzare una placca commemorativa dedicata ai caduti dell’Arandora Star residenti nell’area di Greater Manchester, che si aggiungerà ai memoriali già presenti in Italia e in diverse località del Regno Unito, tra cui Londra, Cardiff, Middlesbrough, Glasgow, Liverpool e Colonsay. L’approvazione della legge rappresenta un importante riconoscimento istituzionale di questa tragedia. Ricordare quei morti significa riportare alla luce le vite degli italiani emigrati nel Regno Unito, affidarne la storia a chi viene dopo e custodire, contro ogni ritorno della violenza, la pace, i diritti e la dignità di ogni persona.

  • Servizi consolari: una task force per il Consolato di Manchester

    Nel corso dell’Assemblea del 7 luglio 2026, il Comites è stato informato dell'attivazione di una task force temporanea per rafforzare l’attività del Consolato d'Italia a Manchester. Il Console ha comunicato che una prima unità è già arrivata e che altre quattro raggiungeranno la sede nelle prossime settimane. Il rafforzamento proseguirà fino a settembre e consentirà al Consolato di operare per almeno tre mesi a pieno regime sullo smaltimento dell’arretrato e sul potenziamento dei servizi. Le risorse saranno impiegate principalmente nel settore dei passaporti e in una campagna dedicata alla sostituzione delle carte d’identità cartacee. Concretamente, è ragionevole attendersi una progressiva riduzione dei tempi di lavorazione delle pratiche postali, comprese quelle presentate attraverso i Consolati onorari e le richieste di passaporto per i minori di 12 anni, oltre a una maggiore disponibilità di appuntamenti per il rilascio della carta d’identità elettronica. Lo smaltimento dell’arretrato dovrebbe inoltre produrre un miglioramento progressivo dell’intera attività consolare, consentendo al personale di dedicare maggiori risorse alle nuove richieste, alle risposte ai cittadini e agli altri servizi. Sin dal 2022 questo Comites ha rappresentato la situazione dei servizi consolari al Consolato, all’Ambasciata d’Italia a Londra, al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e al Parlamento, chiedendo risorse adeguate alla dimensione reale della circoscrizione e alla domanda di servizi, alla luce della grave situazione di disagio emersa da centinaia di segnalazioni ricevute da parte dei cittadini. Il percorso ha incluso richieste formali al Ministero, un rapporto trasmesso al MAECI sulla popolazione italiana della circoscrizione realizzato con il Consolato, tre ordini del giorno approvati all’unanimità dal CGIE, l’audizione del Presidente del Comites presso la Commissione Esteri della Camera il 26 febbraio 2026 e le risoluzioni parlamentari approvate dalla stessa Commissione il 3 giugno. Il Comites, in qualità di organismo rappresentativo della collettività italiana nella circoscrizione, esprime piena soddisfazione per un intervento che recepisce richieste avanzate con continuità negli ultimi anni. L’auspicio è che le nuove risorse consentano di ridurre rapidamente l’arretrato, fino al suo completo azzeramento, e di produrre un miglioramento stabile e percepibile dei servizi offerti ai cittadini. Il Comites continuerà a collaborare con il Consolato, a monitorare l’andamento dei servizi, a raccogliere le segnalazioni dei cittadini e a intervenire presso le istituzioni competenti ove necessario, diffondendo attraverso tutti i propri canali le informazioni sulle iniziative che saranno avviate.

  • Il Comites alla 136ma processione della Madonna del Rosario

    Anche quest'anno una delegazione del Comites di Manchester ha preso parte alla processione della Madonna del Rosario, svoltasi oggi domenica 5 luglio a Manchester. Il corteo, organizzato dalla Manchester Italian Association, ha visto la partecipazione di diverse parishes cattoliche di Manchester e una presenza molto ampia della comunità. Alla manifestazione hanno preso parte numerose figure istituzionali e rappresentanti della comunità, tra cui il Console di Manchester Gabriele Magagnin, il Lord Mayor di Manchester Shaukat Ali, il suo predecessore Carmine Grimshaw e l'High Sheriff Mark Llewellin. La processione è partita da Ancoats, storicamente nota come la “Little Italy” della città, e ha attraversato il centro di Manchester fino a St Peter’s Square. Qui, di fronte alla Central Library, si è tenuto un momento di preghiera con la deposizione di fiori presso la lapide che ricorda gli italiani caduti nella Prima guerra mondiale al fianco delle truppe britanniche. Il corteo è poi rientrato ad Ancoats per i saluti conclusivi presso la storica Halle St Michael. Particolarmente significativa è stata anche la presenza dello storico stendardo di St Michael, restaurato nei mesi scorsi grazie all’intervento del programma "The Repair Shop" della BBC. Lo stendardo ha oltre cento anni e risulta documentato in uso almeno dal 1920. Un sentito ringraziamento va a tutto il comitato organizzativo della Manchester Italian Association, per l’impeccabile organizzazione di una giornata di grande valore per la comunità italiana di Manchester.

  • Il Comites all'EU Citizens Gathering

    Una delegazione composta dal Presidente Cesare Ardito e dal Vicepresidente Safiqul Islam ha partecipato in rappresentanza del Comites di Manchester all’EU Citizens Gathering il 1 luglio presso l'University of Birmingham, su invito di European Union in the UK. L'iniziativa annuale offre un’importante occasione di confronto tra istituzioni, organizzazioni civiche, volontari e realtà impegnate nel supporto ai cittadini europei nel Regno Unito attraverso panel e workshop su varie tematiche. È stato particolarmente positivo riscontrare ancora una volta una forte presenza italiana tra i partecipanti, sia nell’ambito del volontariato e dell’associazionismo, sia nei contesti diplomatici, istituzionali ed economici, tra cui Comites di Londra, Comites Scozia e Irlanda del Nord, the3million, Settled, Fondazione Giacomo Brodolini e Europe Street News. Il Gathering ha offerto anche l’occasione per rivolgere un ringraziamento all’Ambasciatore dell’Unione europea nel Regno Unito, Pedro Serrano, in occasione della conclusione del suo mandato, per l’attenzione riservata in questi anni ai cittadini europei nel Regno Unito e al dialogo con le realtà civiche e istituzionali attive sul territorio. Tra i relatori è intervenuto anche Roberto Costa, Presidente della Italian Chamber of Commerce for the UK, ente con cui il Comites di Manchester porta avanti da anni un rapporto di collaborazione solido e continuativo: una sinergia che ha lo scopo di realizzare attività nel Nord dell’Inghilterra a beneficio sia dei cittadini italiani residenti, sia delle aziende italiane attive sul territorio. Panel e workshop hanno permesso di confrontarsi su questioni concrete che riguardano i cittadini europei nel Regno Unito: tutela dei diritti, partecipazione civica, ruolo delle reti associative, servizi e opportunità di supporto e collaborazione reciproca.

  • Servizi consolari: due risoluzioni approvate in Commissione Esteri

    Condividiamo con i connazionali la notizia dell'approvazione, presso la III Commissione Affari esteri e comunitari della Camera dei deputati, di due risoluzioni sul rafforzamento dei servizi consolari all'estero. Si tratta della risoluzione 8-00100 (a firma Billi, Porta, Toni Ricciardi, Carè, Di Sanzo e Quartapelle Procopio) e della risoluzione 8-00101 (a firma Onori). I testi chiedono al Governo di attivare una task force operativa mobile e di azionare misure di rafforzamento temporaneo per le sedi consolari più sotto pressione, oltre al completamento e al rafforzamento degli organici dove persistono scoperture. Tra le sedi espressamente richiamate nei testi figura anche quella di Manchester, le cui criticità sono state rappresentate dal Comites attraverso atti e interlocuzioni istituzionali negli ultimi anni, inclusa un'audizione sul tema presso la medesima Commissione. Si ringraziano tutte le forze politiche per il lavoro condiviso tra maggioranza e opposizione che ha consentito l'approvazione unanime degli atti. Condivideremo con i connazionali tutti gli aggiornamenti sui successivi sviluppi non appena ne saremo informati. È possibile consultare i testi delle risoluzioni qui sotto, riprodotti da questo link. (8-00100) «Billi, Porta, Riccardo Ricciardi, Carè, Di Sanzo, Quartapelle Procopio». La III Commissione, premesso che: dal 3 agosto 2026 le carte d'identità cartacee cessano di essere valide e la rete consolare è già sotto forte pressione per il rilascio di Cie e passaporti; il primo firmatario del presente atto di indirizzo ha più volte rappresentato l'urgenza di intervenire per risolvere la situazione critica; tra le sedi consolari da potenziare per i servizi all'utenza si segnalano Barcellona, Basilea, Francoforte, Ginevra, Lugano, Manchester, Stoccarda, Zurigo, oltre alle principali sedi consolari extra-europee, impegna il Governo a valutare, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, l'attivazione di una task force operativa composta da personale inviato in assegnazione breve, che affianchi il processo di rafforzamento già in corso della rete consolare, per sostenerla anche ai fini rilascio di CIE e passaporti, riducendone i tempi di attesa. (8-00101) «Onori». La III Commissione, premesso che: secondo i dati degli schedari consolari, la circoscrizione del Consolato d'Italia a Manchester conta 124.427 cittadini italiani, configurandosi come la seconda area a più alta densità di connazionali nel Regno Unito dopo la capitale, la 20a comunità italiana nel mondo e in costante crescita; come evidenziato da uno studio condotto dallo stesso Consolato e dal Com.It.Es. di Manchester, la circoscrizione presenta caratteristiche peculiari, legate sia all'obbligo sostanziale per i cittadini italiani di dotarsi di passaporto dopo la Brexit, sia alla presenza significativa di fenomeni di migrazione secondaria, che comportano bisogni amministrativi specifici e spesso complessi; nel 2024 a Manchester operava un solo addetto ogni 6.848 cittadini (con una media di 804 passaporti per addetto), dato significativamente più critico rispetto a sedi come Londra (un addetto ogni 4.995) o Colonia (un addetto ogni 4.571); nonostante l'impegno del personale in servizio, i numeri complessivamente molto alti registrati per i principali servizi si traducono in gravi disagi per l'utenza, con tempi di attesa superiori ai sette mesi per il rilascio dei passaporti tramite pratica postale e una cronica saturazione delle prenotazioni per gli appuntamenti al Consolato per passaporti, carte di identità elettroniche e cittadinanza; linee telefoniche aperte solamente due ore a settimana; come comunicato dal Governo in risposta all'interrogazione n. 5-04279 a prima firma della presentante, l'Esecutivo, nel riconoscere una crescente domanda di servizi nei confronti della sede di Manchester, ha prospettato un incremento dell'organico che dovrebbe aver raggiunto le 9 unità di ruolo e le 10 unità a contratto a fine 2025; tuttavia, nonostante i potenziamenti citati, la pressione amministrativa derivante dalla crescita costante della comunità italiana nel Nord dell'Inghilterra richiede soluzioni strutturali e di prossimità non più differibili; analoghe criticità relative all'adeguatezza degli organici consolari rispetto alla crescita delle comunità italiane residenti e alla domanda di servizi si registrano, sebbene in misura differente, anche presso altre sedi europee particolarmente esposte a una crescente pressione amministrativa; fra queste, la sede consolare di Basilea, che rappresenta un unicum nel contesto svizzero, essendo l'unica tra le principali sedi italiane nel Paese a non avere rango di Consolato Generale, nonostante l'elevato numero di connazionali residenti e la rilevanza economica e strategica della circoscrizione; secondo alcune segnalazioni, a Basilea si registra da anni una discrepanza tra la pianta organica prevista e il personale effettivamente in servizio, con una situazione di sottorganico che limita significativamente la capacità della sede di rispondere alla crescente domanda di servizi consolari, in un contesto territoriale caratterizzato da un costo della vita tra i più elevati al mondo; alcune difficoltà si registrano anche a Copenaghen, dove la comunità italiana nella circoscrizione consolare è significativamente cresciuta negli ultimi anni, risultando sostanzialmente raddoppiata in un decennio; una situazione a cui si sta comunque facendo fronte con un graduale aumento dell'organico della sede; ulteriori circoscrizioni consolari, come quella di Barcellona, registrano una crescente pressione amministrativa derivante dal costante aumento della presenza italiana residente e dall'elevata domanda di servizi consolari; in particolare, a fronte di un incremento costante della popolazione AIRE, passata da 133.287 a 147.524 cittadini tra il 2024 e il 2025 (e in ulteriore crescita esponenziale nei primi mesi del 2026, come segnalato dal Consolato stesso), si è parallelamente registrata una riduzione del personale in servizio da 32 a 31 unità nel biennio in questione; tuttavia, al momento il personale in servizio è pari a 33 unità; tale situazione, nonostante l'encomiabile impegno del personale consolare e il significativo incremento delle pratiche evase rispetto agli anni precedenti, comporta continue criticità nei tempi di accesso ai servizi per i connazionali, alimentando diffuse tensioni e malcontento tra l'utenza ed esponendo il personale consolare a situazioni di particolare pressione e anche al potenziale rischio sotto il profilo della sicurezza; fra le criticità segnalate presso le sedi consolari europee, infine, la circoscrizione di Stoccarda presenta problematiche sia sotto il profilo dell'accessibilità dei servizi sia con riferimento al rilascio delle Carte d'Identità Elettroniche (CIE); in particolare, la sede consolare risulta tuttora priva di piena accessibilità per le persone con disabilità, mentre i tempi d'attesa per l'emissione delle CIE continuano ad essere elevati, nonostante l'approssimarsi della scadenza del 3 agosto 2026, a partire dalla quale i documenti di identità non biometrici cesseranno di essere validi ai fini dell'espatrio, impegna il Governo: 1) a valutare, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, l'adozione di misure straordinarie di rafforzamento temporaneo presso le sedi consolari maggiormente esposte a criticità operative e ad arretrati amministrativi, anche mediante l'istituzione di task force dedicate, e l'invio di personale in assegnazione breve, al fine di garantire tempi congrui nell'erogazione dei servizi consolari, con particolare riferimento alle pratiche di passaporto, cittadinanza e carte di identità elettroniche; 2) a valutare, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, il completamento e il rafforzamento degli organici delle sedi consolari interessate, assicurando ove possibile la piena copertura delle piante organiche previste e monitorando eventuali scoperture persistenti o difficoltà di assegnazione del personale, anche attraverso l'individuazione delle cause che ostacolano la stabilità degli organici in determinate sedi e l'adozione di misure idonee a garantirne l'attrattività e la continuità operativa, al fine di riallineare gli standard di servizio delle sedi interessate a quelli delle principali realtà consolari europee.

  • Carta di identità elettronica in Italia anche per gli iscritti all'AIRE

    È confermato: dal 1° giugno 2026 gli iscritti all’AIRE potranno richiedere la Carta d’Identità Elettronica (CIE) anche direttamente in Italia, presso qualunque Comune italiano, non solo presso il Consolato. La nuova procedura è descritta dalla circolare DAIT n. 54 del 29 maggio 2026 e prevede che, dopo l’appuntamento, la CIE possa essere spedita a scelta del connazionale sia a un indirizzo in Italia sia a un indirizzo all’estero nel Paese di residenza AIRE. Le disposizioni prevedono che i tempi ordinari di rilascio siano di sei giorni lavorativi (più i tempi postali per riceverla). Accogliamo questa novità con grande soddisfazione. Si tratta di un risultato concreto sostenuto dal Comites di Manchester, insieme a moltissime associazioni ed enti rappresentativi degli italiani all’estero, in numerose occasioni tra cui attraverso una lettera inviata l’11 febbraio 2025 al Ministero dell’Interno e al Ministero degli Esteri. Invitiamo dunque i connazionali iscritti all’AIRE che si recano in Italia a valutare se richiedere una CIE per sè e per i propri familiari, ricordando che: 1. La carta d’identità elettronica è un secondo documento italiano valido a tutti gli effetti e riconosciuto dalla maggioranza degli enti nel Regno Unito. Può dunque ridurre in modo significativo i disagi legati a eventuali ritardi o difficoltà nel rilascio del passaporto, che purtroppo continuano a interessare molti cittadini in questa circoscrizione consolare. 2. La CIE può essere usata per viaggiare verso l'Italia. Inoltre, per chi ha settled status o pre-settled status, la CIE può essere usata anche per viaggiare verso il Regno Unito, purché sia collegata correttamente al proprio account UKVI. 3. La CIE include un’identità digitale: consente dunque l'accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione italiana, in modo analogo allo SPID, semplificando molte pratiche burocratiche per chi risiede all’estero. È un passo avanti importante per gli italiani residenti all’estero che rende molto più semplice l’accesso a un documento essenziale e rafforza concretamente i diritti dei cittadini iscritti all’AIRE. Per tutti i dettagli rimandiamo alla circolare.

  • Il Comites a Lancaster Festa Italia 2026

    Un piacere tornare a Lancaster Festa Italia! Anche quest'anno l'evento ha riempito la piazza centrale di Lancaster con musica, cibo, colori e tanta presenza italiana. Presenti i membri del Comites Cesare Ardito, Safiqul Islam e Gianluigi Cassandra che hanno incontrato il pubblico presso lo stand informativo allestito nell’infopoint della piazza centrale dell’evento, raccogliendo segnalazioni e offrendo supporto. Abbiamo incontrato decine di persone che hanno voluto saperne di più delle attività che portiamo avanti a supporto della comunità italiana. Sono emerse richieste e segnalazioni su diversi temi pratici: servizi consolari, cittadinanza, registrazione di nascite, documenti e viaggi. L’evento è stato anche un’occasione utile per informare tutti sulla novità prevista dal 1 giugno: gli iscritti all’AIRE potranno richiedere la carta d’identità elettronica (CIE) presso qualsiasi Comune italiano. Dopo l’appuntamento, sarà inoltre possibile ricevere la CIE anche direttamente all’indirizzo di residenza all’estero per posta. Per chi visiterà in Italia nei prossimi mesi e non ha ancora una CIE, è opportuno valutare la prenotazione di un appuntamento per sé e per i familiari. Avere un secondo documento valido, anche valido per viaggiare per chi ha presettled o settled status, può contribuire a ridurre i disagi in caso di difficoltà o ritardi nel rinnovo del passaporto. Complimenti agli organizzatori di Totally Local Lancaster, e grazie a chi si è fermato ad incontrarci.

  • Laboratorio di Tarantella con ABBENTU e Mamma Mia Liverpool

    Si è svolto a Liverpool il laboratorio di Tarantella organizzato da Mammamia Liverpool, con il contributo del Comites di Manchester, presso il Mossley Hill Hilltop Centre. L’iniziativa ha visto la partecipazione di oltre 40 famiglie, in un pomeriggio dedicato alla musica, alla danza tradizionale dell’Italia meridionale e alla socialità tra bambini, genitori e comunità locale. I professionisti di ABBENTU, arrivati direttamente dall’Italia, hanno guidato i partecipanti attraverso ritmi, passi e storie della tradizione popolare, coinvolgendo adulti e bambini in un laboratorio allegro, dinamico e accessibile anche a chi non aveva alcuna esperienza precedente. Il bel tempo ha permesso di arricchire il pomeriggio anche con balli e giochi all’aperto, rendendo l’evento un’occasione particolarmente riuscita di incontro, partecipazione e condivisione per le famiglie presenti. Per il Comites di Manchester era presente il Presidente Cesare Ardito, che durante l’evento ha anche fornito assistenza e informazioni ad alcuni genitori su questioni pratiche di interesse per la comunità italiana.

  • Gocce d'Italia al Parlamento britannico

    Ieri presso la Jubilee Room della Westminster Hall, sede del Parlamento britannico, e alla presenza dell’MP Ben Coleman e del Console d’Italia a Londra Alessandro Mignini si è tenuta la proiezione di due episodi e la cerimonia di consegna delle puntate finali della docuserie "Gocce d'Italia". Per il Comites di Manchester erano presenti il Presidente Cesare Ardito e il Vice-Presidente Safiqul Islam, assieme al Presidente Alessandro Gaglione e ai Consiglieri Anna Cambiaggi e Golam Maula Tipu del Comites di Londra, e alla Vice-Presidente Michela Calcagni del Comites di Scozia e Irlanda del Nord. In particolare, nel suo intervento l'MP Ben Coleman ha sottolineato il valore simbolico della proiezione nel cuore della democrazia britannica, evidenziando come essa rifletta la presenza numerosa e radicata della comunità italiana sul territorio, ed esprimendo apprezzamento per il modello dei Comites quale forma di rappresentanza democratica degli italiani all’estero. "Gocce d’Italia" è una docuserie ideata e diretta da Mirko Ricci e Complitaly TV come progetto congiunto dei tre Comites nel Regno Unito (Manchester, Londra e Scozia e Irlanda del Nord) e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. La docuserie, composta da 18 episodi, offre uno spaccato autentico della vita e delle esperienze della comunità italiana nel Regno Unito, fotografando la presenza e il contributo degli italiani nella società britannica, con oltre 130 intervistati. Non appena completati gli adempimenti necessari per la pubblicazione finale tutte le puntate saranno rese disponibili gratuitamente in streaming. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti!

  • Webinar: l'EUSS cinque anni dopo. Settled status, presettled status, ETA e viaggi

    Aggiornamento importante (10/04/2026) Durante il webinar è stato indicato che un presettled status decaduto in automatico a causa di due anni consecutivi di assenza dal Regno Unito completati prima del 21 maggio 2024 non poteva beneficiare delle nuove regole e rimaneva non valido. Un aggiornamento alla guidance ufficiale dell'Home Office ha invece modificato questa prassi: ora anche chi si trova in questa situazione può beneficiare delle nuove regole per l'ottenimento del settled status non appena maturati i requisiti e regolarizzare la propria posizione. Aggiornamento importante (14/03/2026) Durante il webinar è stato indicato che, a partire dal 25 febbraio, i cittadini britannici avrebbero dovuto utilizzare esclusivamente il passaporto UK o un certificate of entitlement per entrare nel Regno Unito. Tuttavia, un aggiornamento alla guidance ufficiale dell’Home Office ha specificato che i cittadini europei che hanno ottenuto la cittadinanza britannica e possiedono presettled o settled status possono continuare a utilizzare un documento europeo (passaporto o carta d’identità) collegato al loro status per viaggiare verso il Regno Unito. Webinar Sono ormai trascorsi più di cinque anni dal 31 dicembre 2020, data in cui, con l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, è cessata la libertà di movimento. L’EU Settlement Scheme ha tutelato i diritti di milioni di cittadini europei e dei loro familiari residenti nel Paese attraverso il riconoscimento del pre-settled e del settled status. Nel tempo, molte regole sono cambiate, insieme a strumenti, controlli e prassi di viaggio. Settled status, pre-settled status, conversioni automatiche, estensioni, revoche dello status, ricongiungimenti familiari, domande in ritardo e nascite sono tutti temi che continuano a generare dubbi pratici. Ecco dunque un nuovo appuntamento di approfondimento, parte di una serie consolidata organizzata in questi cinque anni dai tre Comites nel Regno Unito ( Comites di Londra , Comites di Manchester e Comites di Scozia e Irlanda del Nord) in collaborazione con la charity Settled . Nel corso dell’incontro sono stati ripresi i passaggi essenziali dell’EUSS e i principali aggiornamenti: dai requisiti e dalle tempistiche per arrivare al settled status, alle conversioni automatiche, fino alle estensioni del pre-settled e alle informazioni utili per comprendere quando e perché possano emergere criticità o revoche dello status. Una parte è stata dedicata anche alle situazioni familiari, con attenzione a registrazione dei nuovi nati e ricongiungimenti, e alle domande presentate in ritardo (late applications). Infine, si è parlato di viaggi e controlli: ETA, eVisa, doppi cittadini e cambiamenti imminenti dal 25 febbraio, con consigli pratici sui documenti necessari a viaggiare verso il Regno Unito a seconda della situazione. Di seguito la registrazione del webinar e le slides presentate dai relatori:

  • Jazz and poetry night per il Dantedì

    Si è svolto a Liverpool l’evento organizzato dalla Dante Alighieri Society Liverpool, con il contributo del Comites di Manchester, in occasione del Dantedì, la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri istituita dal governo italiano nel 2020. La serata ha visto la partecipazione di oltre 100 persone! Per il Comites era presente il Presidente Cesare Ardito. L’evento ha proposto un incontro tra la Divina Commedia e la poesia contemporanea internazionale, accompagnato dalle sonorità jazz del trio formato da Simone Manunza, Huw Warren e Abbie Fairchild. Gli studenti dei corsi di lingua e teatro della Dante Liverpool si sono esibiti insieme ai musicisti professionisti, dando vita a una performance che ha intrecciato recitazione, musica e poesia. La serata è stata anche un’occasione conviviale, con un aperitivo all’italiana offerto ai partecipanti e un momento di incontro tra soci, studenti, famiglie e membri della comunità italiana e italofila del territorio.

  • Servizi consolari a Manchester: audizione del Presidente del Comites Ardito in Commissione Esteri alla Camera dei Deputati

    Oggi 26 febbraio alle ore 10:00, presso la III Commissione Affari esteri e comunitari della Camera dei Deputati, si è svolta l’audizione del presidente del Comites di Manchester, Cesare Giulio Ardito, dedicata alla situazione dei servizi consolari a Manchester. L’audizione è stata presieduta dall’onorevole Giulio Tremonti e ha visto la partecipazione, in presenza e da remoto, di deputati membri della Commissione. L’analisi è stata introdotta dai risultati dello studio statistico pubblicato lo scorso dicembre, curato dallo stesso Ardito e realizzato come iniziativa congiunta di Comites e Consolato. A partire da tale base di dati, sono state evidenziate le criticità strutturali nei servizi consolari di Manchester, con lunghi tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni e difficoltà di interazione con l’utenza, anche attraverso i canali telefonici. È stato inoltre osservato, sulla base dei dati e delle segnalazioni raccolte, come i disagi per i cittadini siano rilevanti e come la sede di Manchester appaia sottodimensionata sul piano dell’organico rispetto a sedi consolari comparabili. Al tempo stesso, i numeri di produttività presentati nel corso dell’audizione mostrano con chiarezza l’ottimo lavoro svolto dal personale del Consolato, dato che evidenzia come le criticità emerse non siano riconducibili all’impegno o all’efficienza degli operatori, ma al divario strutturale tra carichi di lavoro e risorse effettivamente disponibili. L’audizione è poi proseguita con una sessione di domande e risposte. La registrazione integrale è disponibile sul portale della Camera dei Deputati, insieme alla documentazione depositata a corredo dell’audizione Video dell'audizione Slides mostrate durante l'intervento (non visibili nel video): Discorso completo Buongiorno a tutti, sono Cesare Giulio Ardito, presidente del Comites di Manchester e di professione matematico all’Università di Manchester. Innanzitutto vi ringrazio di aver voluto attenzionare la situazione dei servizi consolari a Manchester. Vado dritto al punto, il messaggio che vorrei trasmettervi è che la situazione dei servizi consolari a Manchester è straordinariamente problematica. La parola chiave è straordinariamente, perché sappiamo tutti che la rete consolare in generale ha alcuni problemi strutturali di sottodimensionamento. So che il Parlamento è sensibile sul tema e lavora per risolverli. Ho seguito recenti interventi legislativi e anche recentissime risoluzioni in questa stessa commissione in cui è stato citato esplicitamente il Consolato di Manchester. Mi baserò principalmente su uno studio statistico che ho realizzato, come iniziativa congiunta e supportata sia dal Comites che dal Consolato di Manchester, basato principalmente sui dati AIRE. Prima di procedere, permettetemi anche di ringraziarvi per aver scelto di audire il Comites. I Comites, come sapete, sono rappresentanze elettive composte da volontari in tutte le circoscrizioni consolari con un numero sufficiente di italiani, che fanno anche strumento dei cittadini per sollevare problematiche. Oltre a questo fanno molte attività di promozione di lingua, cultura e tutela della memoria storica dell’emigrazione italiana. Però a mio avviso la funzione primaria, che peraltro giustifica lo sforzo e la spesa per farli essere organismi elettivi, è la rappresentanza. Vi ringrazio quindi di permettermi di portare in questa sede della Commissione Esteri della Camera dei Deputati la voce del territorio. Vengo allo studio, mi avvalgo anche di qualche slide per mostrarvi anche dei grafici.   Lo studio nasce per avere una lente di ingrandimento sul territorio della circoscrizione di Manchester che include il Nord e il Centro dell’Inghilterra. Nella maggioranza degli studi sugli italiani in Inghilterra è un territorio quasi invisibile per un motivo numerico: Londra ha tantissimi connazionali, quasi 300.000, e ogni dato è pesato su Londra andando quindi a oscurare i cittadini in altre aree, che pure sono 123.000.   Brevissima storia: nel 2011 il Consolato di Manchester fu chiuso, e nel 2014 fu chiuso anche lo sportello consolare che era stato messo in sostituzione. La riapertura è stata decisa nel 2019 come parte del pacchetto di misure per rafforzare i servizi nel Regno Unito in risposta alla Brexit, nel cosiddetto “Decreto Brexit”, ed è avvenuta a luglio 2022. In quegli anni c’è stata una crescita enorme della popolazione. Quando fu chiuso risultavano 28369 iscritti AIRE nella circoscrizione di Manchester. Alla riapertura 108396, e oggi circa 123.500. In particolare l’aumento recente è dovuto sia a nuove nascite, sia a una migrazione interna nel Regno Unito per motivi economici da Londra verso il Nord, e all’emersione di iscritti AIRE: persone non iscritte che si iscrivono tardivamente solo quando arriva il momento di dover rinnovare il passaporto. Ancora sempre nello studio da un confronto con dati delle autorità locali io stimo circa 10000 ulteriori connazionali ancora non iscritti all’AIRE, quindi in tutto circa 135.000 persone.   Potete osservare dalla mappa cromatica che vivono su tutto il territorio, non c’è un polo principale. In particolare il 76% degli iscritti, quindi più di tre su quattro, vive fuori dall’area metropolitana di Manchester.   L’età media è bassa, circa 35 anni, e si nota che uno su quattro ha meno di 18 anni. Faccio notare che dal punto di vista del rinnovo dei passaporti un minorenne “vale doppio”, perché i passaporti dei minori durano cinque anni anziché dieci. Vedete anche una piramide demografica strana… io dico piramide ma ora non lo è più in quasi nessun paese occidentale, più una clessidra.   La provenienza degli iscritti AIRE in circoscrizione è molto eterogenea. Solo il 44,9% è nato in Italia, il 31% è nato nel Regno Unito. Il 33,7% è nato in paesi diversi da Italia e Regno Unito e questi, come vedete nel grafico a torta, sono soprattutto paesi extraeuropei: Pakistan, India, Brasile, Ghana, Bangladesh, Nigeria, Marocco e altri. La mia stima è che più della metà del totale dei connazionali provenga da percorsi di migrazione secondaria. Cosa significa migrazione secondaria? È quando una persona si trasferisce in Italia dall’estero con la famiglia o mette su famiglia in Italia; dopo 10-20 anni acquisisce la cittadinanza italiana e poi sceglie di emigrare nuovamente, spesso per motivi economici, portando con sé la famiglia. Abbiamo qui tantissimi genitori nati all’estero e tantissimi adolescenti nati in Italia, a riprova della forte presenza di esponenti della migrazione secondaria.   Come è strutturata la rete consolare sul territorio? C’è il Consolato di carriera a Manchester, affiancato da quattro uffici onorari a Liverpool, Birmingham, Nottingham e Newcastle-upon-Tyne; più due corrispondenti consolari che però non sono muniti di macchinetta per le impronte; e ci sono missioni consolari, di organizzazione abbastanza recente negli ultimi due anni, che mirano a coprire dei gap nelle “zone rosse”, quelle collegate peggio con le sedi consolari esistenti, che quest’anno (novità) saranno organizzate in collaborazione con il Comites.   Riassumo i dati importanti: abbiamo 123.500 italiani più, mia stima, circa 10.000 non iscritti AIRE; circa un italiano su quattro ha meno di 18 anni, e quindi “pesa” di più sui servizi consolari; e circa un italiano su due proviene da percorsi di migrazione secondaria da paesi extraeuropei, quali Pakistan, India, Brasile e altri. Questo è importante perché spesso le pratiche relative a questi cittadini italiani sono più complesse del normale: possono ad esempio coinvolgere documenti provenienti da paesi extraeuropei che sono più complicati da legalizzare rispetto a un documento emesso in Europa o nel Regno Unito.   Ora parliamo dei servizi consolari numericamente. Vi dicevo che, sulla carta, la sede consolare di Manchester è ottima e che, se vi limitate a guardare sulla carta, potreste non vedere i problemi che ci sono. Dall’annuario MAECI 2025, quindi con i dati del 2024, la sede consolare di Manchester è ventesima  al mondo per numero di iscritti AIRE, ma è settima  al mondo per numero di passaporti (e undicesima nel 2025). È prima  al mondo per produttività per addetto, cioè gli impiegati di Manchester stampano più libretti, in rapporto al personale, di qualunque altra sede, ed è terza  al mondo per rapporto fra numero di passaporti e numero di residenti. Tuttavia, risulta quarantaduesima al mondo per numero di impiegati. So che c’è stato un modesto aumento di organico più di recente, ma tale aumento non la porterebbe oltre il trentesimo posto nella classifica. Però se chiedete alla popolazione o guardate i commenti sui social o le recensioni su Google Maps vi sentirete dire il contrario: che è molto difficile prendere appuntamento, che i tempi di attesa sono lunghissimi, che non rispondono al telefono, che non rispondono alle e-mail. Che cosa sta succedendo? Come conciliamo questi due fatti, che sono entrambi veri, numeri altissimi di produttività e feedback pessimi dai connazionali? Ve lo illustro con un esempio su come si rinnova il passaporto nella circoscrizione di Manchester.   Ci sono tre modi. Il primo è al Consolato in presenza, con rilascio a vista: è l’opzione migliore ma si prenota esclusivamente tramite il portale Prenot@mi, e quasi ogni giorno gli appuntamenti escono alle 17 e in meno di cinque minuti sono esauriti. Nella maggioranza dei casi quindi il tentativo di prenotazione non va a buon fine, e (salvo urgenze) non ci sono metodi alternativi se non riprovare il giorno dopo, e riprovare, e riprovare, e riprovare. A volte ci vogliono mesi. Il secondo è tramite i consolati onorari: lì è un po’ più facile prenotare perché c’è meno pressione, però è richiesto di pagare una tariffa aggiuntiva di circa 50 euro, che è un rincaro di quasi il 50% sul costo base di 116€ e nei casi di famiglie numerose può pesare non poco sul bilancio familiare, e poi si hanno lunghissime attese dopo l’appuntamento, perché è una pratica postale, attualmente di otto mesi. Di solito il passaporto precedente va consegnato insieme alla pratica. Quindi si rimane senza documento per molto tempo in attesa che la pratica venga lavorata. Il terzo è il rinnovo in Italia, che è possibile ma naturalmente richiede un viaggio lungo e che ha prassi e tempi molto variabili da questura a questura. Inoltre se il documento è già scaduto non è un’opzione praticabile dovendo attraversare la frontiera. Qui, apro una parentesi, la possibilità di ottenere la CIE in Italia anche per un iscritto AIRE da giugno aiuterà molto facilitando il possesso di un secondo documento, e vi ringrazio per l’intervento legislativo che lo permetterà da giugno, perché è una cosa che aiuterà moltissimi gli italiani nel Regno Unito, farà la differenza ed è un tema che avevo molto a cuore e per cui il nostro Comites ha spinto molto.   Questo è il grafico principale e con cui voglio illustrarvi la mia tesi sulla situazione dei servizi consolari: sono i tempi di attesa storici di attesa per le pratiche di passaporto postali, monitorati sulla base delle segnalazioni ricevute. Ricordo che sono tutti i cittadini under 12 più tutte le pratiche dei consolati onorari. Cosa vedete in questo grafico? Inizialmente un trend di crescita, ma c’è di più. Io vedo un Consolato che lavora al limite delle proprie possibilità. Concentratevi sulle linee orizzontali. All’apertura c’erano tre mesi di attesa, perché ci sono stati due mesi di blocco degli appuntamenti più un mese di tempi tecnici. Quindi già si iniziava con una zavorra. Poi il Consolato riesce a mantenere l’equilibrio (con numeri straordinari di produttività e sacrifici enormi, a breve ve ne parlo)… ma appena succede qualcosa, e questo qualcosa può essere una consultazione elettorale, adempimenti per una nuova legge, un momento con meno personale per ferie, maternità, malattie, insomma parte del normale iter di un’amministrazione, dicevo, appena succede qualcosa l’attesa aumenta permanentemente e il Consolato non riesce più a ridurla: dovendo lavorare sempre al massimo delle proprie capacità per restare a galla, non ha quella elasticità, quella resilienza che gli permetterebbe di recuperare. E questi disagi continuano a accumularsi e la situazione si fa sempre più difficile creando un circolo vizioso. Quello che io voglio dirvi è che per avere questi numeri di produttività sui passaporti sono sacrificati tutti gli altri servizi. Questa scelta amministrativa è comprensibile e la condivido, perché nel Regno Unito dopo la Brexit (se volete dopo posso ampliare l'argomento) il passaporto è una necessità di fatto nella vita quotidiana perché è richiesto dalle autorità locali per affittare, lavorare e così via. E anche riguardo gli stessi passaporti comunque è un sistema molto rigido e poco flessibile nel venire incontro ad esigenze particolari, ad esempio offrendo appuntamenti contingenti per membri dello stesso nucleo familiare. Però significa impatti diretti su tutto il resto. Anzitutto, pochissimi appuntamenti per le carte d'identità elettroniche, per la cittadinanza, e tempi d'attesa lunghi per anagrafico, stato civile, notarile e così via. Significa anche sacrificare l'assistenza ai connazionali. Le linee telefoniche sono aperte solo per due ore a settimana e spesso alle email si ricevono solo risposte automatiche. Quindi chi non riesce a capire qualcosa o ha bisogno di un chiarimento fa moltissima fatica ad avere un contatto diretto con il Consolato. E ci rimettono i più vulnerabili, che magari hanno bisogno di una parola in più o di una guida in più. Poi ci sono anche conseguenze secondarie, anche contenziosi legali perché i tempi vanno oltre quelli previsti dalla legge. C’è tantissimo ricorso alle procedure d'urgenza, con aggravio ulteriore sui servizi consolari. A volte le pratiche postali vengono respinte se contengono errori: in quel caso il connazionale deve ricominciare da capo. Questa situazione ha ovviamente un impatto concreto sulla vita dei cittadini, vi porto alcuni esempi. Una famiglia con tre passaporti in scadenza non riesce ad avvalersi della prenotazione multipla e di fatto anche quando riesce a prenotare ha tre date diverse. Se vive lontano da Manchester, vuol dire tre trasferte separate. Persone malate hanno bisogno del passaporto per poter proseguire le cure sanitarie dimostrando di avere diritto dopo la Brexit, che non riescono ad avvalersi della procedura di urgenza, che pure esiste, avendo difficoltà con la tecnologia. Ancora, un neonato senza altre cittadinanze è rimasto senza documenti per l'attesa di trascrizione e passaporto, la pratica è stata restituita più volte e ogni restituzione ha significato ricominciare con sei mesi ulteriori di attesa: la nonna in Italia è purtroppo mancata quando lui aveva già compiuto due anni e non ha mai conosciuto il nipote. Ovviamente sono casi estremi perché il Consolato gestisce, e bene, moltissime altre urgenze ogni giorno, però sono casi che esistono. La mia valutazione è quindi che, dati alla mano, il Consolato fa tutto quello che può. Produttività prima al mondo, efficienza ai vertici, ma non basta e paradossalmente tutto questo lavoro è invisibile ai cittadini che riscontrano invece un servizio lento e inaccessibile. La situazione attuale è simile ad un'economia di guerra in cui le risorse interne sono state riorganizzate per concentrarsi sull’erogazione di passaporti in numero sufficiente (e si vede nei numeri) ma a scapito di tutto il resto. Il motivo è che il Consolato è sottodimensionato. E questo è amaro da constatare se si pensa all'ingente investimento fatto dallo Stato nel riaprire il Consolato di Manchester. Un correttivo modesto in termini di risorse aggiuntive rispetto all'investimento iniziale già sostenuto permetterebbe di valorizzare pienamente quanto fatto finora. A mio parere è importantissimo che ci sia un Consolato a Manchester: Manchester non ha istituti di cultura, scuole italiane o altri presidi del Sistema Italia: c'è praticamente solo il Consolato. Negli anni in cui il Consolato non c'è stato, il territorio ha sofferto moltissimo. Quando noi consiglieri del Comites abbiamo iniziato il mandato, abbiamo riscontrato un territorio molto disconnesso, con poca interazione tra le varie realtà italiane: c'era un mosaico di realtà cresciute in autonomia durante il boom di emigrazione italiana nel decennio del 2010 praticamente senza un coordinamento istituzionale. Con risorse adeguate il Consolato potrebbe fare molto altro: cultura, eventi, coordinamento del territorio, come fa ad esempio da qualche anno la sede di Londra. Per questo invito a considerare due interventi urgenti. Primo: un potenziamento permanente , non per privilegiare una sede rispetto a un'altra, ma riconoscendo che questa sede, al momento è sottodimensionata. Secondo: una task force per smaltire la zavorra delle pratiche postali : un arretrato che oggi di fatto paralizza l'attività del Consolato, e che renderà impossibile qualsiasi miglioramento finché permane e che come ho mostrato non è gestibile con i mezzi ordinari. Preciso che non è la prima volta che il Comites esprime questa istanza, già espressa ogni anno nelle riunioni annuali di coordinamento in Ambasciata a Londra, in varie lettere e anche sottoposta dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, sottoscritta da tutti i consiglieri del Regno Unito e con primo firmatario il consigliere Luigi Billè, e approvata all'unanimità durante le assemblee plenarie negli ultimi due anni. E quindi, spero di aver illustrato perché i dati e i feedback mostrino che Manchester è in una situazione di disagio straordinario, la cui gestione sta diventando progressivamente più difficile con l'aumento dell'arretrato. Con questo termino e resto a disposizione per eventuali domande o chiarimenti. Grazie ancora per aver dato al Comites di Manchester l'occasione di rappresentare direttamente i connazionali come siamo eletti per fare in questa sede della Camera dei Deputati.

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